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Framing True crime. Forme, rappresentazioni, transmedialità

a cura di Daniela Cardini, Diletta Cenni , Antonella Mascio e Andrea Bernardelli.

deadline: 30 settembre 2026

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Negli ultimi anni il true crime si è affermato come uno dei generi narrativi più pervasivi nelle culture mediali contemporanee, circolando attraverso televisione, piattaforme di streaming, podcast e ambienti digitali (Punnett, 2018). La sua attuale visibilità transnazionale è strettamente legata a processi di serializzazione ed espansione transmediale, che consentono una continua riconfigurazione delle narrazioni criminali attraverso formati, dispositivi e pubblici differenti (Franks, 2016; Horeck, 2019). Allo stesso tempo, il true crime si radica in una genealogia culturale più lunga, che rinvia alle prime forme di narrazione seriale e a pratiche consolidate di racconto del crimine e della devianza (Biressi, 2001; Murley, 2008; Flanders, 2011).
Nonostante la sua rilevanza culturale, il true crime rimane ancora relativamente poco esplorato e teorizzato. Questo numero si propone di inquadrare il true crime come un campo dinamico di produzione di senso, contribuendo al contempo alla definizione e alla teorizzazione del genere attraverso l’analisi delle sue configurazioni formali, narrative e discorsive nei diversi contesti mediali e culturali. In questa prospettiva, il numero intende accogliere contributi che, oltre all’analisi di casi studio, propongano anche strumenti metodologici e modelli interpretativi capaci di rendere conto della complessità del true crime come fenomeno seriale e transmediale.
A partire da queste premesse, il numero si interroga su alcune questioni centrali, quali: in che modo le diverse forme mediali – dalla letteratura alla televisione, dal cinema ai podcast – contribuiscono a definire il true crime? Quali approcci metodologici e quali ambiti disciplinari risultano più efficaci per analizzare un oggetto ibrido, transmediale e culturalmente situato come il true crime? In che modo è possibile contribuire a una più sistematica teorizzazione del genere? Come vengono costruite e negoziate, nei diversi contesti culturali, le figure della vittima, del colpevole e dell’investigatore, anche in relazione alle rappresentazioni del genere, della famiglia e della celebrity culture? In che modo formati globali entrano in tensione con pratiche narrative locali, dando luogo a processi di adattamento, ibridazione e reinterpretazione? Infine, come il true crime partecipa alla costruzione dei discorsi pubblici su crimine, giustizia e memoria?
Il numero dedica particolare attenzione (senza tuttavia limitarsi) ai seguenti temi:
• le configurazioni narrative e discorsive del true crime nei diversi media (letteratura, televisione, cinema, podcast);
• gli approcci metodologici e gli ambiti disciplinari più efficaci per analizzare un oggetto ibrido e transmediale;
• i processi di definizione e teorizzazione del genere true crime;
• la costruzione e negoziazione delle figure della vittima, del colpevole e dell’investigatore, anche in relazione a genere, famiglia e celebrity culture;
• le tensioni tra formati globali e pratiche narrative locali, e i processi di adattamento e ibridazione;
• le dimensioni partecipative del true crime contemporaneo, incluse le pratiche di fandom, le comunità digitali e le forme di indagine amatoriale;
• il ruolo del true crime nella costruzione dei discorsi pubblici su crimine, giustizia e memoria;
• le questioni etiche e le problematiche di tipo giuridico-istituzionale determinate dal genere true crime.

Attraverso il contributo di prospettive metodologiche e disciplinari differenti, mira a offrire una comprensione più articolata del true crime come fenomeno semiotico e culturale.
Si accettano contributi in lingua inglese e italiana.







 
 
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ISSN 1724-7810   |   DOI: 10.12977/ocula

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