
Attivi
▸ Framing True crime. Forme, rappresentazioni, transmedialità
In Lavorazione
▸ Traces and Atmospheres of Disasters
▸ Media digitali e magia. Pratiche magiche, spiritualità e visioni alternative nella cultura digitale
▸ Meaningful Media. Ricognizione sulla ricerca della significazione in ambito mediale
Archivio
▸ Nuove forme di testualità nella comunicazione pubblicitaria: discorsi, pratiche e narrazioni
▸ Zombesque. Sociosemiotica di un’epidemia culturale
▸ Mobilità. Spazio urbano. Apprendimento.
▸ Visualità della scrittura nelle arti e nella comunicazione visiva
▸ Questioni di santità: prospettive semiotiche su Dante
▸ Fiori dell'anima. La simbologia dei fiori nell'immaginario religioso
▸ Be cool. Come nasce una icona culturale
▸ Geosemiotica: dai locative media, alle immagini diffuse, ai big e small data
▸ Street Art. Iconoclastia e istituzionalizzazione
▸ Semiotica per il design: quale didattica?
▸ Semiotica del discorso economico
▸ Commemorando Charles S. Peirce (1839-1914): la semiotica interpretativa e i mass media
▸ Wayfinding e comunicazione ambientale.
▸ Alibi. Verso una semiotica del viaggio
▸ Architettura e politica: un incrocio di sguardi
▸ La televisione tra nuovi e vecchi schemi di lettura
▸ Elezioni politiche 2006: sguardo e riflessioni semiotiche
▸ Semiotica e comunicazione della moda
Framing True crime. Forme, rappresentazioni, transmedialità
a cura di Daniela Cardini, Diletta Cenni , Antonella Mascio e Andrea Bernardelli.
deadline: 30 settembre 2026
➞ PDFNegli ultimi anni il true crime si è affermato come uno dei generi narrativi più pervasivi nelle culture mediali contemporanee, circolando attraverso televisione, piattaforme di streaming, podcast e ambienti digitali (Punnett, 2018). La sua attuale visibilità transnazionale è strettamente legata a processi di serializzazione ed espansione transmediale, che consentono una continua riconfigurazione delle narrazioni criminali attraverso formati, dispositivi e pubblici differenti (Franks, 2016; Horeck, 2019). Allo stesso tempo, il true crime si radica in una genealogia culturale più lunga, che rinvia alle prime forme di narrazione seriale e a pratiche consolidate di racconto del crimine e della devianza (Biressi, 2001; Murley, 2008; Flanders, 2011).
Nonostante la sua rilevanza culturale, il true crime rimane ancora relativamente poco esplorato e teorizzato. Questo numero si propone di inquadrare il true crime come un campo dinamico di produzione di senso, contribuendo al contempo alla definizione e alla teorizzazione del genere attraverso l’analisi delle sue configurazioni formali, narrative e discorsive nei diversi contesti mediali e culturali. In questa prospettiva, il numero intende accogliere contributi che, oltre all’analisi di casi studio, propongano anche strumenti metodologici e modelli interpretativi capaci di rendere conto della complessità del true crime come fenomeno seriale e transmediale.
A partire da queste premesse, il numero si interroga su alcune questioni centrali, quali: in che modo le diverse forme mediali – dalla letteratura alla televisione, dal cinema ai podcast – contribuiscono a definire il true crime? Quali approcci metodologici e quali ambiti disciplinari risultano più efficaci per analizzare un oggetto ibrido, transmediale e culturalmente situato come il true crime? In che modo è possibile contribuire a una più sistematica teorizzazione del genere? Come vengono costruite e negoziate, nei diversi contesti culturali, le figure della vittima, del colpevole e dell’investigatore, anche in relazione alle rappresentazioni del genere, della famiglia e della celebrity culture? In che modo formati globali entrano in tensione con pratiche narrative locali, dando luogo a processi di adattamento, ibridazione e reinterpretazione? Infine, come il true crime partecipa alla costruzione dei discorsi pubblici su crimine, giustizia e memoria?
Il numero dedica particolare attenzione (senza tuttavia limitarsi) ai seguenti temi:
• le configurazioni narrative e discorsive del true crime nei diversi media (letteratura, televisione, cinema, podcast);
• gli approcci metodologici e gli ambiti disciplinari più efficaci per analizzare un oggetto ibrido e transmediale;
• i processi di definizione e teorizzazione del genere true crime;
• la costruzione e negoziazione delle figure della vittima, del colpevole e dell’investigatore, anche in relazione a genere, famiglia e celebrity culture;
• le tensioni tra formati globali e pratiche narrative locali, e i processi di adattamento e ibridazione;
• le dimensioni partecipative del true crime contemporaneo, incluse le pratiche di fandom, le comunità digitali e le forme di indagine amatoriale;
• il ruolo del true crime nella costruzione dei discorsi pubblici su crimine, giustizia e memoria;
• le questioni etiche e le problematiche di tipo giuridico-istituzionale determinate dal genere true crime.
Attraverso il contributo di prospettive metodologiche e disciplinari differenti, mira a offrire una comprensione più articolata del true crime come fenomeno semiotico e culturale.
Si accettano contributi in lingua inglese e italiana.