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Questo articolo è stato sottoposto a double blind peer review

Questo articolo è stato pubblicato in: Ocula 35, Zombesque. Sociosemiotica di un'epidemia culturale

autore: Lorenzo Rossi (Dipartimento di scienze teoriche e applicate (DISTA), Università degli studi dell’Insubria, IT)

L’isola degli zombi. Haiti e il passato che non passa da White Zombie di Victor Halperin a Zombi Child di Bertrand Bonello

lingua: italiano

data di pubblicazione: settembre 2025

abstract: Lo zombi è la figura politica dell’horror, non solo cinematografico, per eccellenza. Originario della tradizione folclorica dell’isola di Haiti, si è imposto nell’immaginario collettivo soprattutto grazie al cinema dell’orrore degli anni Trenta e a un film: White Zombie (1932) di Victor Halperin. Un testo che se analizzato oggi rivela una prospettiva coloniale profondissima, che si esprime attraverso un’appropriazione culturale inarrestabile e la cui impronta storica è rintracciabile – e continua a manifestarsi – anche nella contemporaneità. Ma è mettendo in relazione White Zombie con un altro film d’autore di recente produzione, Zombi Child (2019) di Bertrand Bonello, che emerge quanto lo zombi sia in grado di diventare un vero e proprio costrutto teorico, capace di configurarsi come un’aporia all’interno del dibattito post-coloniale contemporaneo. Qualcosa che portando su di sé, letteralmente, le cicatrici del colonialismo, ci invita a riflettere sulla complessità del nostro presente.

keywords: cinema, colonialism, post-colonialism, labour, histo

OCULA-35-ROSSI-Lisola-degli-zombi-haiti-e-il-passato-che-non-passa-da-white.pdf ➞ PDF [384Kb]

DOI: 10.57576/ocula2025-31

citazione: Lorenzo Rossi, L’isola degli zombi. Haiti e il passato che non passa da White Zombie di Victor Halperin a Zombi Child di Bertrand Bonello, "Ocula", vol.26, n.35, pp.41-55, settembre 2025. DOI: 10.57576/ocula2025-31

 

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ISSN 1724-7810   |   DOI: 10.12977/ocula

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