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Questo articolo è stato pubblicato in: Ocula 35, Zombesque. Sociosemiotica di un'epidemia culturale
autori: Allegra Sonego (Dipartimento delle Arti, Università di Bologna, IT) e Greta Iapalucci (Dipartimento delle Arti, Università di Bologna, IT)
All of Us Are Dead. The Figure of the Zombie as a Metaphor for Social Vulnerability During Pandemics
lingua: inglese
data di pubblicazione: settembre 2025abstract: Nel panorama mediatico, la figura dello zombie è ampiamente diffusa, influenzando film, serie televisive e vari paratesti. Alcuni studi epidemiologici considerano l’apocalisse zombie come l’epidemia per eccellenza, suggerendo che questa figura possa offrire importanti spunti di riflessione sui fenomeni di contagio. Durante la pandemia di COVID-19, la metafora dello zombie è stata utilizzata in modo significativo, con ricerche che hanno esaminato la correlazione tra le rappresentazioni degli zombie e il Coronavirus. Questo studio si avvale dell'analisi testuale della serie TV coreana Non siamo più vivi (Netflix, 2022) per indagare il legame tra la figura dello zombie e la rinnovata vulnerabilità della società di fronte alle epidemie. L'analisi mostra come la serie rifletta le vulnerabilità sociali durante le epidemie e come la metafora dello zombie venga impiegata per commentare i rischi contemporanei.
keywords: zombie apocalypse, cinematic zombies, covid-19 pandemic, pandemic metaphors, media and crisis response,citazione: Allegra Sonego e Greta Iapalucci, All of Us Are Dead. The Figure of the Zombie as a Metaphor for Social Vulnerability During Pandemics, "Ocula", vol.26, n.35, pp.181-197, settembre 2025. DOI: 10.57576/ocula2025-39
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