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“Situati”. Punti e prospettive sulla scena


24 maggio, Cosa significa osservare?, 32:24

Giuditta Bassano LUMSA

Aspettare in fila, in aeroporto, a un chiosco, fuori da un ristorante, in macchina, è un’esperienza almeno tanto banale quanto densa.
Nell’osservazione di questo genere di situazioni, in modo più lapalissiano e più economico, forse, che davanti ad altri oggetti, tutto cambia a seconda del punto di vista, esterno o interno, preso in carica dalla posizione dell’osservatore. Ma in questo senso, hanno ragione le note fenomenologiche di Ingold e Strathern – non è forse sempre vero che lo sguardo si trama con l’oggetto che costruisce? Essere “dentro” una fila – cioè farne parte, aspettare insieme agli altri, reggere il peso del proprio corpo, annoiarsi, puntellarsi, svagarsi eccetera– significa attraversare un’esperienza in cui la coscienza oscilla continuamente tra attenzione e automatismo. Si dimentica, spesso, di essere osservatori; si è presi. Eppure, anche in questa immersione, si può aprire uno sguardo che è interno ma capace di riflessività. Essere “fuori”, invece, sembrerebbe poter equivalere prima di tutto a una certa distanza. Ma non è mai del tutto così. Anche chi osserva “da fuori” ha atteso altrove, e inoltre riconosce posture, ritrova gemiti e sguardi; senza difficoltà si immagina dentro. Il punto è ovviamente che dentro e fuori non sono due posizioni fisse, ma piuttosto i due poli estremi di una scala - (continua?) - di possibilità prospettiche.
In modo più o meno consapevole, appare possibile spostare la prospettiva da alcune posizioni ad altre, ri-costruire discontinuità e modellizzare soglie (cfr. il lavoro di Fontanille con l’idea di un attante osservatore). Questo è il primo aspetto su cui vorremmo tornare.
Il secondo si collega al fatto che una prospettiva etnosemiotica si interroga già anche sul modo in cui la posizione dell’osservatore trasforma il fenomeno osservato: ovvero su quali elementi diventano pertinenti, su quale senso prenda forma, su quale tipo di testo emerga, nelle varie forme delle corrispondenza tra partecipanti della scena di senso.

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ISSN 1724-7810   |   DOI: 10.12977/ocula

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