
L'etnosemiotica per il wayfinding design
23 maggio, Etnosemiotica: applicazioni (I), 04:12:45
Daniele D'Avanzo POLIMI
Questa ricerca esplora il contributo che l’etnosemiotica può portare alla progettazione dei sistemi di wayfinding, con particolare attenzione al contesto degli spazi pubblici urbani. In questa prospettiva, la ricerca prende avvio dalla considerazione che i designer, e in particolare i designer della comunicazione, nell’approccio a un progetto di segnaletica, hanno la necessità di comprendere lo spazio non solo in termini strutturali, ma anche in relazione alla pluralità di soggetti che lo abita e lo configura. Per affrontare questa complessità, emerge la necessità per i wayfinding designer di dotarsi di strumenti metodologici nuovi per l’ambito del design che possano essere di supporto nella fase progettuale. L’etnosemiotica si propone come una possibile risorsa in questo contesto.
A partire dallo studio della metodologia di progettazione dei sistemi di wayfinding negli spazi pubblici urbani contemporanei, la ricerca propone quindi un’implementazione metodologica che integri l’etnosemiotica, indagandone il contributo che questa può fornire durante la fase di progettazione. L’obiettivo della ricerca è dunque esplorare le modalità attraverso cui l’etnosemiotica può supportare il wayfinding designer, in particolare nella fase di comprensione e interpretazione del luogo. Ciò avviene tramite un’indagine teorica prima e una successiva applicazione pratica a un caso di studio concreto: il quartiere Ostiense a Roma.
La ricerca si propone quindi, in un’ottica interdisciplinare, non solo di fornire nuovi strumenti metodologici ai wayfinding designer ma anche di estendere il campo d’indagine dell’etnosemiotica a un’attivitaà progettuale quale quella del design applicato allo spazio pubblico urbano.
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