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Good bye TV: appunti sulla televisione di fine decennio a cura di Cinzia Bianchi e Stefano Traini. |
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Nell'attesa della più volte annunciata rivoluzione del mezzo televisivo, dei suoi palinsesti e dei suoi programmi oltreché delle modalità di fruizione, in questo numero monografico di Ocula presentiamo un (molto) parziale resoconto della televisione dell'oggi, di quella televisione degli anni Zero che abbiamo ancora nella nostra memoria più recente e davanti ai nostri occhi, una televisione “in transito”, in cui il vecchio sembra doverci abbandonare ma il nuovo non ci sembra ancora arrivato. | ||
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Hanno collaborato a questo numero: Cinzia Bianchi, Federico Boni, Mara Cinquepalmi, Lorenzo Denicolai, Francesco Galofaro, Maria Pia Pozzato, Stefano Traini, Greta Travagliati, Matteo Treleani, Marta Valenti, Salvatore Zingale. Ocula è un'idea di Progetto Fabula |
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| Introduzione. L'inattualità della televisione | di Cinzia Bianchi | ||||||
| C’era una volta la televisione. Per molti studiosi di media questo dovrebbe essere l’inizio, un po’ paradossale, di un saggio sul mezzo televisivo, sui suoi programmi e palinsesti (se ci saranno ancora, ovviamente) in un futuro non troppo lontano. Ma sarà proprio così?
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| La saga dei pacchi. Analisi semiotica del programma Affari tuoi | di Maria Pia Pozzato | ||||||
| L’analisi del celebre game show Affari tuoi vuole andare oltre i giudizi frettolosi di tipo estetico o moralistico per approdare, tramite gli strumenti della semiotica e della storia dei consumi culturali, a una comprensione dei punti di forza di questo format diffuso in trentuno stati nel mondo. La tipologia degli eroi, il rapporto fra i diversi soggetti e il denaro, la spettacolarizzazione del kairos, la personificazione del fato nella figura del ‘dottore’, l’auto-rappresentazione mediatica di una svariata serie di persone comuni e delle loro famiglie, fanno sì che il programma abbia una forte valenza antropologica e dia delle indicazioni interessanti sul sociale e sul rapporto di quest’ultimo con il mezzo televisivo. L’analisi cerca inoltre di dimostrare come Affari tuoi non sia liquidabile come uno dei tanti prodotti della trash tv contemporanea bensì si collochi nel solco di una tradizione culturale popolare europea lunga cinque secoli.
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| Incursioni nel backstage. Il programma Deejay chiama Italia tra radio e televisione | di Stefano Traini | ||||||
| Il programma radiofonico “Deejay chiama Italia”, che va in onda su Radio Deejay, viene trasmesso in diretta anche dal canale televisivo DEEJAY TV. Guardando il programma in televisione si ha l'impressione di entrare nel backstage del programma radiofonico, soprattutto seguendo cosa succede durante i “fuori onda”. Rispetto ad altri format televisivi che intendono riprodurre la “realtà”, questo esperimento di radio in televisione sembra assumere però dei connotati particolari: si ha l’impressione, infatti, che si voglia mostrare in televisione come si fa la radio, andando incontro alle esigenze particolari di un pubblico sofisticato che interagisce in modo attivo con i media. Scopo dell'articolo è analizzare le tecniche comunicative di questo programma “radiotelevisivo” attraverso alcuni strumenti messi a punto dalla semiotica.
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| Transgenre. Contaminazioni e transiti tra generi televisivi e generi sessuali | di Federico Boni | ||||||
| Uno degli aspetti più interessanti della televisione di questo primo decennio del 2000 è forse l’inedita fusione e confusione dei generi della programmazione, un fenomeno senza dubbio già evidente nei decenni scorsi, ma che negli ultimi sembra aver trovato nuove declinazioni e un “super-genere” in grado di contenerne la complessità: la reality tv. A questa contaminazione di generi si accompagna sempre più frequentemente la presenza – all’interno di tale programmazione – di personaggi transgender, generi sessuali in transito attraverso generi televisivi anch’essi ambigui e indeterminati. L’articolo propone un viaggio all’interno di questa “zona di confine” televisiva, concentrandosi in particolare sulla partecipazione (e sulla vittoria) di Vladimir Luxuria all’ultima edizione dell’Isola dei Famosi.
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| La sitcom ibrida | di Lorenzo Denicolai | ||||||
| Questo breve intervento funge da introduzione a indagini più approfondite sulle ultime forme di situation comedy, sulla loro frammentazione in mini-episodi e sulla loro ibridazione con il web. La spot-sitcom viene qui presentata come nuova possibilità di Carosello televisivo. L’analisi prende in considerazione aspetti di natura semiotica e modelli sintagmatici espressivi tipici di forme narrative orali e della recitazione comica
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| L'informazione televisiva in Italia: da RaiSet al citizen journalism | di Mara Cinquepalmi | ||||||
| Dal tubo catodico alla tv on demand. Come è cambiata l’informazione televisiva in Italia con l’avvento delle nuove tecnologie e, in particolare, con il diffondersi del citizen journalism? Il saggio analizza l’attuale offerta informativa televisiva ed il rapporto tra tv ed internet, con un particolare approfondimento dedicato alla crossmedialità e al giornalismo partecipativo.
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| Le foto di Eluana, i video di Terri. Saggio sulla rappresentazione mediatica degli stati Vegetativi in relazione all'interpretazione medica. Loro rapporto con le decisioni mediche | di Francesco Galofaro | ||||||
| Uno dei temi suscitati dal caso di Eluana Englaro riguardava l’opportunità di divulgare immagini che documentassero il suo stato. Si pensava che questo avrebbe potuto aiutare a convincere gli incerti. È fuor di dubbio che, attraverso la televisione, si esibivano quotidianamente fotografie di una Eluana giovane e nel pieno della propria vitalità, introducendo un elemento di distorsione nel dibattito. L’argomento sull’opportunità di divulgare immagini recenti di Eluana sottintende però una semiotica ingenua dell’immagine, per il quale la fotografia gode di uno statuto veridittivo privilegiato rispetto al linguaggio. Questo articolo tenta di dimostrare il contrario a partire dal caso di Terri Schiavo, che fu effettivamente filmata, per discutere la peculiarità dell'interpretazione medica degli stati vegetativi permanenti rispetto ad altre letture ingenue.
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| Nuove serie e nuovi eroi. Sviluppi di genere ne L'Ispettore Coliandro, Dexter e Breaking Bad | di Greta Travagliati, Matteo Treleani | ||||||
| Le serie televisive contemporanee presentano diversi spunti di riflessione sull'evoluzione dei generi. Fondandosi sulle conoscenze enciclopediche del pubblico, modificano le strutture classiche della narrazione televisiva proponendo nuovi modelli. In particolare osserviamo come ne L'Ispettore Coliandro in Italia e in Dexter e Breaking Bad negli Stati Uniti, si propongano personaggi più complessi, le cui figure evolvono giocando sulle logiche di genere.
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| La detection come indagine sociale. Fiction e real fiction: La Squadra | di Marta Valenti | ||||||
| In questa analisi del poliziesco La Squadra, trasmesso da Raitre dal 2000 al 2007, vengono messi in evidenza i diversi elementi di originalità narrativa e discorsiva che ne hanno fatto, almeno rispetto al panorama della fiction poliziesca italiana, un caso di “invenzione narrativa”. La lotta contro il sistema della malavita organizzata a Napoli, lo stretto legame tra narrazione e ambiente urbano, la differenziazione dei caratteri dei personaggi, le forme che prendono le strategie investigative e lo stretto rapporto con l’attualità hanno fatto di questa serie un caso di real fiction, dove il fine è quello di rendere raccontabile e comprensibile il quotidiano.
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| C'era una volta La Squadra. Note sulla fine di un serial tv | di Salvatore Zingale | ||||||
| Questo articolo si interroga in prima istanza sulle ragioni che hanno portato al passaggio da La Squadra (2000-2007, Raitre) a La nuova Squadra (dal 2008, sempre su Raitre) e su ciò che questa operazione di spin-off ha prodotto. Il passaggio da una versione all’altra non ha infatti comportato solo mutamenti sul piano espressivo e a livello narrativo e discorsivo, ma ha messo in questione il mondo di valori su cui la prima serie storica si basava e gli obiettivi di senso che l’avevano caratterizzata. Nella seconda parte l’articolo si sofferma su alcuni caratteri e su alcune “questioni di poetica” della serie storica.
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