Questo numero di Ocula è dedicato ad alcuni programmi e serial televisivi, e soprattutto alle loro evoluzioni più recenti. Contaminazione e ibridazione (tra generi televisivi. generi discorsivi e media diversi) sono due concetti che vengono richiamati in molti dei saggi.
Il saggio che segue segna un importante punto di convergenza fra i media studies di stampo sociologico e la sociosemiotica. La teoria della “domestication” a cui Anna Manzato fa riferimento – e di cui Roger Silverstone è uno dei padri fondatori - nasce nel contesto dei Cultural Studies britannici, all’interno dei quali la teoria semiotica, la nozione di testo e gli aspetti legati alla testualità hanno rappresentato importanti riferimenti teorici.
Gli aspetti su cui l’autrice si concentra riguardano soprattutto l’importanza che ha assunto il consumo mediale oggi: l’approccio della “domestication” assegna infatti agli utenti-lettori il ruolo di costruttori di senso, non solo in relazione ai testi mediali che fruiscono, ma anche rispetto alle tecnologie “domestiche” che usano per il loro configurarsi come oggetti del quotidiano.
In particolare la riflessione si concentra sulle pratiche connesse alle tecnologie, sui confini sfumati che l’uso delle stesse determinano (dal pubblico al privato, fino alla stessa nozione di “spazio domestico” ormai imprendibile se osservato mediante l’uso delle tecnologie mobili) e sulla nozione di testualità, centrale sia per la semiotica che per la sociologia dei media.
Il tango argentino è un ballo, una musica, un canto e una cultura. Nella pubblicità, specialmente, diventa mito della passionalità espressa in rappresentazioni stereotipate. Ma non tutte e non sempre, come nell’immagine oggetto di questa analisi. Nel caso proposto, infatti, il racconto del tango sa essere diverso perché scende nella profondità, trova un'essenza ed esprime quella "fisiologia" che porta i ballerini a vivere un dialogo creativo fatto di sensorialità, percezione, istinto.
Questo dialogo a due voci tra Valentina Pisanty e Francesco Galofaro nasce da una rilettura della polemica tra Lévi-Strauss e Vladimir Propp. La concezione dello studioso del folklore russo appare oggi di grande interesse date le sue radici nella idea goethiana di morfogenesi. Negli ultimi vent’anni e a partire dal lavoro di René Thom, questa concezione si è rivelata molto feconda in semiotica, e ha portato a confronti con il cognitivismo e aperture alla biosemiotica. Nel saggio viene proposta anche una riflessione di Giampaolo Proni.
Il polisensualismo di “Magnum 5 sensi”, le infinite identità suggerite da “Magnum Classic”, le atmosfere romantiche dell’immortale Cornetto e la potenza evocativa del logo in cui si condensa l’identità visiva di Algida sono tutte espressioni di una tendenza al branding emozionale che pervade l’universo dei consumi. In che modo Algida parla agli spettatori attraverso una lingua diversa, più affascinante e coinvolgente di altri? Quali sono i meccanismi alla base del senso dei suoi spot pubblicitari?
L’articolo analizza i contenuti e le logiche di una delle campagne promozionali proposte da Poste Italiane nel 2007, relativa a prodotti e servizi dedicati ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Dalla decostruzione delle immagini si evince, in ogni singolo caso, il medesimo capovolgimento degli stereotipi negativi maggiormente diffusi su queste identità nazionali, frutto di un elaborato e complesso processo storico e sociale: sembrerebbe, dunque, di essere di fronte ad una sorta di regola invariantiva della rappresentazione, secondo la quale aggiungendo determinati elementi all’identità dell’altro, lo si riconosce e lo si accetta con maggior facilità, senza negarne la diversità.